Il presidente toscano Giani critica il premierato voluto da Meloni
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha lanciato un forte monito contro la riforma del premierato sostenuta dal governo Meloni. Durante il convegno “Costituzione, Parlamento, democrazia: premierato, pareri a confronto”, tenutosi a Firenze presso il Consiglio regionale, Giani ha espresso una posizione netta: “Il premierato rappresenta un pericolo per il bilanciamento dei poteri dello Stato”.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione dei Consiglieri Onorari della Regione Toscana e dall’Associazione degli ex Parlamentari della Toscana, con il patrocinio dell’Università di Firenze, ha offerto un’occasione di dibattito su una riforma che, secondo Giani, altererebbe profondamente l’assetto istituzionale italiano.
Giani ha sottolineato come il premierato comporterebbe un ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica, figura chiave nella garanzia dell’equilibrio tra i poteri. “Un Presidente della Repubblica con meno poteri significherebbe minare la sua autorevolezza e la sua funzione di arbitro istituzionale”, ha dichiarato.
Ma il nodo più critico, secondo il governatore toscano, riguarda il rafforzamento dell’esecutivo a discapito del Parlamento. “L’aumento dei poteri del premier favorirebbe un uso eccessivo della decretazione d’urgenza, trasformando il Parlamento in un organo con una funzione meramente ratificatrice”, ha spiegato.
Altro punto dolente è la centralizzazione del potere a livello nazionale, con conseguenze dirette sull’autonomia regionale. “Quest’anno ricorrono i 55 anni dalla nascita delle Regioni a statuto ordinario: il premierato rischia di svuotarle di competenze e poteri, riducendo il peso dei territori nel processo decisionale”, ha aggiunto Giani.
Il presidente ha concluso il suo intervento ribadendo la necessità di tutelare i principi fondanti della Costituzione italiana, il cui equilibrio tra i poteri ha garantito stabilità e fiducia tra cittadini e istituzioni. Ha poi elogiato l’iniziativa dei consiglieri regionali onorari e degli ex parlamentari, sottolineando l’importanza della loro esperienza diretta nel dibattito istituzionale.
La presa di posizione di Giani si inserisce in un contesto di crescente dibattito sulla riforma, con il governo Meloni deciso ad andare avanti, nonostante le critiche di chi teme un ridimensionamento del sistema democratico e delle sue garanzie costituzionali.
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